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Riconoscenza mancata

La Bibbia è uno “straordinario strumento che abbiamo”: parola di Ingrid Betancourt, che proprio di Sacre Scritture ha discusso con Benedetto XVI.

«Parlando con lui – ha spiegato – siamo giunti alla conclusione che è necessario che le persone capiscano cosa è la Bibbia. Per molti è un libro polveroso che puzza di naftalina, nemmeno io l’avevo mai letta prima del mio sequestro. Nella selva l’ho letta e riletta e ho trovato risposte a tutto, è un libro geniale».

Betancourt peraltro conclude che «è importante… avere una dimensione spirituale della vita, leggendo la Bibbia o anche il Corano».

Sarebbe interessante sapere se il Corano l’ha davvero letto, magari in condizioni altrettanto disagiate, o se si è trattato solo di una doverosa concessione al politicamente corretto di una spiritualità confusa.

Sia come sia, forse il libro che l’accompagnata nei sei anni passati come prigioniera delle Farc colombiane nella foresta amazzonica meritava qualche grammo di riconoscenza in più rispetto ad altri testi.