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L’amore alla prova del fuoco

Il Dove World Outreach Center di Gainesville, in Florida – che nel sito ufficiale si definisce “una Chiesa neotestamentaria basata sulla Bibbia, la Parola di Dio” -, per ricordare l’11 settembre lancia la giornata internazionale “Brucia una copia del Corano”: «l’11 settembre – spiegano su Facebook -, dalle 18 alle 21, bruceremo il Corano in ricordo delle vittime e per opporci pubblicamente alla malvagità dell’islam. L’islam è diabolico!».

Nella pagina (che ha ottenuto l’apprezzamento di oltre cinquemila persone) si registra un serrato confronto tra sostenitori e detrattori dell’iniziativa (sono questi ultimi, a onor del vero, a proporre gli interventi più arguti), e da qui a settembre probabilmente i toni si accenderanno ulteriormente (che poi, forse, è l’obiettivo cui mirano gli organizzatori dell’iniziativa).
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Michael Jackson e la fede

«Ma davvero Michael Jackson si è convertito poco prima di morire?», ci hanno chiesto molti lettori.

La notizia, che rimbalza in queste ore attraverso i social network, parte da una dichiarazione su Facebook delle Mary Mary, nota formazione vocale USA, secondo cui Jackson, di recente, “avrebbe accettato Gesù nella sua vita”.

«L’altra sera – scrivevano le Mary Mary il 26 giugno – abbiamo ricevuto una buona notizia da Terri McFaddin-Solomon, che è una buona amica di Sandra Crouch. Tre settimane fa Sandra e Andre [Andrae Crouch, noto cantante gospel, ndr] hanno trascorso un po’ di tempo con Michael Jackson, che era loro amico. Michael chiese ad Andrè di suonare “It Won’t Be Long And We’ll Be Leaving Here” (Tra non molto ce ne andremo), poi Michael ha pregato con Sandra e Andre e ha accettato Cristo nel suo cuore».

Succede alla morte di ogni personaggio: a prescindere da quale sia stato il suo comportamento, la sua etica, la sua fede, a  qualche ora dalla dipartita negli ambienti cristiani comincia a circolare la notizia, più o meno fondata, sulla sua conversione.

Il racconto entusiastico delle Mary Mary è stato però smorzato dallo stesso Crouch, protagonista della vicenda insieme alla sorella Sandra.

«Andrae’ and Sandra – riferisce Crouch nel suo spazio su Facebook – hanno visitato Jackson in due occasioni negli ultimi due mesi, una volta presso lo studio di registrazione e poi, tre settimane fa, a casa sua. Michael chiese preghiera per una unzione dello Spirito Santo, e come potesse rendere la sua musica più “spirituale”, così Andrae e Sandra gli hanno spiegato il concetto di unzione e gli hanno parlato di Gesù».

«Voleva sapere – continua il racconto di Crouch – cosa fa sì che le mani si alzino, cosa ti fa “uscire da te stesso”, cosa dà spiritualità alla musica. Ha poi chiesto di ascoltare il suo brano preferito, e ha voluto cantarlo, così lo hanno cantato insieme, alzando le mani e Michael ha esclamato “È bellissimo!”».

Insomma, Michael ha sicuramente avuto un incontro con Andrae e Sandra, e stando ad Andrae «non ha rifiutato Gesù, o la preghiera»: anzi, chiosa il cantante, Jackson è stato contento di unirsi a loro in preghiera e, lui che non tocca mai nessuno, li ha presi per mano per cantare e pregare.

Un dato, questo, significativo ma non decisivo; e lo stesso Crouch riconosce che «Non c’è stata alcuna “preghiera di conversione”», come altre fonti accennavano.

Questo avveniva tre settimane prima che Michael Jackson morisse. Nessuno può sapere cosa sia successo nel cuore di Michael Jackson nelle sue ultime ore di vita, e quindi non possiamo dire una parola definitiva sulla posizione spirituale al termine della sua esistenza: né in positivo, né in negativo.

Vorremmo, ma non sta più a noi. E, in fondo, è molto meglio così.

Sorprese nostrane

I giornali oggi danno spazio all’ultimo scoop su Sarah Palin, candidata vicepresidente con John Mc Cain, che tre anni fa nella chiesa pentecostale della sua città era stata benedetta dal suo pastore con una preghiera dedicata al suo impegno politico.

«Noi chiediamo, salvala da Satana, mostrale il cammino, Dio. Porta finanze alla sua campagna in nome di Gesù. Usala per invertire la rotta di questa nazione»: così, secondo Il Giornale, avrebbe pregato Thomas Muthee (che la testata definisce “vescovo”), pastore delle Assemblies of God di Wasilla (Alaska), ripreso in un video amatoriale e finito su Youtube (ovviamente in un momento topico della campagna elettorale).

Sia il Corriere che il Giornale aggiungono testualmente che «il video è destinato a riaprire la polemica sull’affiliazione di Palin alla controversa chiesa pentecostale [secondo Il Giornale, “pentacostale”], che crede nel “battesimo nello Spirito Santo” che si può manifestare nel “parlare in lingue”, nella capacità profetica e di guarigione».

C’è da chiedersi quale sia la fonte, sicuramente comune, che ha ispirato il commento dei due illuminati giornali, e se questa fonte conosca davvero la realtà americana: negli Stati Uniti gli evangelici pentecostali – escludendo qualche immancabile esagerazione – non danno infatti il destro per particolari critiche, al pari delle altre realtà evangeliche.

La sorpresa – o peggio, la “polemica” – relativa al “parlare in lingue”, alle “profezie” e al “dono di guarigione”, non sembra quindi per niente americana. Anzi, suona fin troppo italiana.