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Povia, Eluana e gli altri

Non mi azzardo a dire che ha ragione: sul tema della morte, paradossalmente, non esiste una parola “fine”. Non possiamo dire se Eluana Englaro volesse davvero morire o se stesse lottando per vivere, se le sue condizioni cerebrali fossero irrecuperabili o meno, se la sua situazione sarebbe stata considerata irreversibile anche tra un mese, un anno, cinque anni.

Di certo facendo di lei una bandiera, la si è esposta a una discussione – e a un’umiliazione – che non avremmo mai voluto per nostra sorella o  nostra figlia.

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Il giusto atteggiamento

Il terremoto ad Haiti è all’ordine del giorno sui quotidiani, sui siti, nei telegiornali.

Una tragedia immane e ancora difficilmente quantificabile che ha visto scattare subito la solidarietà del mondo intero, rimasto scosso da un dramma che – riflette Gramellini sulla Stampa – si teme possa un giorno toccare anche a noi.

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Quell'ora in più

Nella notte tra sabato e domenica torna l’ora solare. Non è una notizia, certo, anche se a qualcuno tornerà comodo sentirselo ripetere: il cambio dell’ora, d’altronde, non è qualcosa di naturale, per cui il rischio è sempre di dimenticarsene.

Onde evitare l’atroce dilemma che ne segue, chiariamo anche che le lancette andranno spostate indietro di un’ora: di conseguenza si dormirà un’ora di più, e ai primi appuntamenti della giornata si rischierà di arrivare in anticipo, anziché in ritardo.

In questa occasione i telegiornali hanno la curiosa abitudine di ricordare che “dormiremo un’ora di più recuperando, l’ora di sonno persa a fine marzo per il passaggio all’ora legale”

Naturalmente i nostri ritmi biologici non sono in grado di percepire un’ora recuperata a sei mesi di distanza, e piuttosto risentiranno inizialmente di quel fastidioso disorientamento da jet-lag che sempre più persone accusano.

Il nostro fisico, quindi, non tirerà un sospiro di sollievo per l’ora recuperata; tuttavia quell’ora in più, domenica, la sentiremo. La giornata sembrerà piacevomente lunga, percepiremo quell’ora aggiuntiva con lo stupore di chi – soffocato dai ritmi urbani, tra lavoro, televisione, impegni familiari di vario genere – si ritrova normalmente a dire “sono già le sei”, piuttosto che “sono ancora le sei”.

E allora, non sprechiamo questa occasione: godiamoci questa lunga domenica. Approfittiamo per prendere con più calma ogni singola fase della giornata: il risveglio, la lettura, la riflessione, la guida, il pranzo e così via.

L’ora guadagnata sarà veramente tale se saremo in grado di prendere una manciata di minuti in più per ogni occupazione, rilassando i tempi e, di conseguenza, noi stessi.

Sarebbe triste sprecare questa “ora in più” correndo come al solito, per passare poi un’ora di troppo davanti alla televisione, alla sera, in attesa della cena.

Da lunedì ci sveglieremo con un pallido sole e farà buio già a metà pomeriggio: giornate sempre più corte accompagneranno i nostri orari, figli di un secolo da vivere di corsa. Da lunedì, come prima e più di prima, sarà una conquista quotidiana ritagliarsi quel brandello di tempo dedicato alla spiritualità.

Ma lunedì è ancora lontano. Approfittiamo di questo regalo, e godiamoci nella maniera più opportuna quest’ora in più.

Quell’ora in più

Nella notte tra sabato e domenica torna l’ora solare. Non è una notizia, certo, anche se a qualcuno tornerà comodo sentirselo ripetere: il cambio dell’ora, d’altronde, non è qualcosa di naturale, per cui il rischio è sempre di dimenticarsene.

Onde evitare l’atroce dilemma che ne segue, chiariamo anche che le lancette andranno spostate indietro di un’ora: di conseguenza si dormirà un’ora di più, e ai primi appuntamenti della giornata si rischierà di arrivare in anticipo, anziché in ritardo.

In questa occasione i telegiornali hanno la curiosa abitudine di ricordare che “dormiremo un’ora di più recuperando, l’ora di sonno persa a fine marzo per il passaggio all’ora legale”

Naturalmente i nostri ritmi biologici non sono in grado di percepire un’ora recuperata a sei mesi di distanza, e piuttosto risentiranno inizialmente di quel fastidioso disorientamento da jet-lag che sempre più persone accusano.

Il nostro fisico, quindi, non tirerà un sospiro di sollievo per l’ora recuperata; tuttavia quell’ora in più, domenica, la sentiremo. La giornata sembrerà piacevomente lunga, percepiremo quell’ora aggiuntiva con lo stupore di chi – soffocato dai ritmi urbani, tra lavoro, televisione, impegni familiari di vario genere – si ritrova normalmente a dire “sono già le sei”, piuttosto che “sono ancora le sei”.

E allora, non sprechiamo questa occasione: godiamoci questa lunga domenica. Approfittiamo per prendere con più calma ogni singola fase della giornata: il risveglio, la lettura, la riflessione, la guida, il pranzo e così via.

L’ora guadagnata sarà veramente tale se saremo in grado di prendere una manciata di minuti in più per ogni occupazione, rilassando i tempi e, di conseguenza, noi stessi.

Sarebbe triste sprecare questa “ora in più” correndo come al solito, per passare poi un’ora di troppo davanti alla televisione, alla sera, in attesa della cena.

Da lunedì ci sveglieremo con un pallido sole e farà buio già a metà pomeriggio: giornate sempre più corte accompagneranno i nostri orari, figli di un secolo da vivere di corsa. Da lunedì, come prima e più di prima, sarà una conquista quotidiana ritagliarsi quel brandello di tempo dedicato alla spiritualità.

Ma lunedì è ancora lontano. Approfittiamo di questo regalo, e godiamoci nella maniera più opportuna quest’ora in più.