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Distrazione fatale

Due temi diversi, oggi, hanno stimolato due commenti molto simili nella sostanza da parte della Stampa e di Repubblica.

Sul quotidiano torinese Gramellini commentava l’allusione del senatore Ciarrapico sull’equazione ebreo=traditore, espressa nel suo intervento a Palazzo Madama: «Fino a quando – si chiede Gramellini – si continuerà a considerare un esercizio di folklore lo scempio dei valori con i quali siamo cresciuti, che credevamo condivisi? […] Non so voi, ma io non lo trovo divertente. E neppure innocuo. Qualcuno dirà che certa gente ha sempre pensato certe cose, senza trovare il coraggio di dirle. Ecco, vorrei tanto sapere chi glielo ha dato, adesso, quel coraggio. Forse ci siamo distratti un attimo. Per favore, non distraiamoci più».

In sintonia Michele Serra nella sua rubrica quotidiana su Repubblica: in merito alle parole del docente milanese che inneggiava alla Rupe Tarpea, fa il punto della situazione-volgarità: «Il punto è che,negli anni, sono saltati come vecchi tappi tutti o quasi gli argini che impedivano o sconsigliavano di scavalcare alcuni – almeno alcuni – argini. Convenzioni rispettate, forse ipocrite, forse solo ragionevoli, suggerivano di non varcare certe soglie verbali… Ha poi prevalso, lentamente ma inesorabilmente, l’idea che niente possa o debba essere rimosso e occultato. Schiodati dalle loro prigioni di profondità, sono emersi uno a uno gli istinti più asociali e aggressivi e “scorretti”» Con l’abbandono del buonismo (o, forse, anche della buona educazione?), «ogni fanatico ma anche ogni debole, e ogni rancoroso, si sente in diritto di esternare il suo male. Il “cattivismo” fa molte più vittime del “buonismo”».

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Abbracci e responsabilità

«Baci e abbracci in culla contro il futuro stress: le coccole di mamma fanno adulti più forti. L’affetto materno è un’arma fondamentale per divenire adulti capaci di resistere alle tensioni quotidiane, più sicuri di sé, meno ansiosi e ostili», scrive La Repubblica.

Una paziente ricerca finlandese «ha selezionato 482 bebè e li ha seguiti nella crescita fino all’età di 34 anni. Gli psicologi hanno valutato il grado di affettività e di attaccamento materno quando il piccolo aveva solo otto mesi. Poi, a distanza di anni, con questionari ad hoc, hanno misurato il livello di sicuri e forti, capaci di vincere gli stress della vita. Tali soggetti mostrano livelli di ansia e ostilità fino a sette punti inferiori a quelli mostrati dai loro coetanei le cui mamme non hanno instaurato coi figli ancora in fasce un legame altrettanto affettuoso. L’affetto materno, dunque, è un’ottima risorsa per crescere pronti ad affrontare la vita».
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La crisi del volontariato

L’altruismo sta morendo. A segnalarlo è Riccardo Bonacina, direttore editoriale di Vita Magazine, che in un intervento sul Corriere della Sera lamenta un dato preoccupante: negli ultimi tre anni il numero di coloro che si dedicano al volontariato è diminuito del 10%.

Un crollo che si spiega con l’assenza di una politica adeguata da parte delle autorità preposte, una linea capace di valorizzare l’impegno di chi dedica il suo tempo ai bisognosi, incoraggiando altri a seguirne l’esempio. Ma non solo.

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L’uomo nella rete

Non ci sono molti dubbi sul fatto che Internet, e la tecnologia in generale, ci stanno cambiando la vita: i tempi si accorciano, le opportunità aumentano, i contatti si estendono, le informazioni si diffondono su scala globale con ritmi e dimensioni impensabili fino ad appena vent’anni fa. Questi sono i “pro”; ci sono, poi, i “contro”, che un articolo sulla Stampa di oggi riassume in una domanda angosciata: “Internet ci rende stupidi?”.

Citando lo studioso americano Nicholas Carr, il quotidiano torinese avvisa che «nell’arco di pochi anni saremo tutti superficiali, incapaci di concentrarci per più di qualche minuto o di distinguere una informazione importante da quelle irrilevanti».

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Una flottiglia di dubbi

Chissà se mai sapremo davvero quel che è successo l’altra notte sulla Mavi Marmaris, la nave della “Flotilla” pacifista diretta a Gaza per “portare aiuti umanitari”.

Chissà se ha ragione la deputata arabo-israeliana Hanin Zuabi quando sostiene che a bordo non c’erano armi, o i filmati che girano insistentemente in rete e testimoniano il sequestro di casse di munizioni, missili e altro. Chissà se sono vere o se si tratta di un banale montaggio video tra immagini della nave sotto accusa e riprese più datate (ma non per questo false).

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Una bugia di troppo

Mentire aiuta a fare carriera: come spesso capita in un’epoca di confusione, ci vuole una ricerca di carattere scientifico per una constatazione banale.

Il Financial Times, nientemeno, riporta una teoria lanciata dalla Harvard Business Review, sancendo che “chi sa mentire arriva più facilmente al successo perché è più intelligente”.

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I due fronti dell’etica

Da agosto tutte le aziende dovranno adeguarsi a una normativa che, se verrà presa sul serio, provocherà più di qualche grattacapo: il testo unico 81/2008, infatti, prevede che in ogni luogo di lavoro venga effettuata una “valutazione dello stress-lavoro correlato e gli interventi per ridurne le cause”.

Se la maggior parte delle imprese si trova probabilmente in ritardo su questo versante, ce n’è una che – segnala il Gazzettino – è in anticipo di sette anni: si tratta di un’azienda vinicola di Altavilla Vicentina, dove Matteo Cielo già nel 2003 ha deciso di «misurare il grado di soddisfazione dei propri dipendenti, una trentina in tutto, sottoponendo loro dei questionari”, per capire “come vedevano l’azienda in cui lavoravano”».

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La missione impossibile del nonno-vigile

In tutte le città del nostro paese, da settembre a giugno, gli attraversamenti pedonali davanti alle scuole si popolano di una categoria visibile e poco rumorosa: i “nonni vigile”. Si tratta, normalmente, di pensionati che si mettono a disposizione della collettività e ogni mattina, con la loro pettorina catarifrangente e la paletta da vigili, fanno strada ai ragazzi che devono attraversare la strada, fermando nel contempo le auto di passaggio.

Un ruolo bistrattato: gratuito, poco apprezzato e, talvolta, bersaglio addirittura di insulti, perfino da parte di quei genitori che dovrebbero ringraziare queste persone per il loro impegno.
Un compito sempre più ingrato quello dei nonni vigile, tanto che a Pordenone, qualche mese fa, è emersa una tendenza preoccupante: a causa della maleducazione dei genitori, alcuni nonni vigile hanno rassegnato le dimissioni.
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Noia mortale

A metà marzo tre quattordicenni dalla situazione familiare disagiata hanno rubato un’auto per lanciarsi a tutta velocità contromano a fari spenti sulle strade del milanese: le loro scorribande sono andate avanti per sette notti consecutive, fino a quando i Carabinieri non li hanno fermati.

Ieri a Genova un gruppetto di ragazzi (e ragazze) dai 13 ai 16 anni ha deciso di trascorrere la serata attraversando a piedi l’autostrada, fino a quando la Polizia non li ha scoperti e portati in Questura.
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