La battaglia continua

Interessante sondaggio, quello dell’Istituto superiore per la sanità. Alcuni aspetti sono già stati analizzati da numerose ricerche, e non danno nessun contributo nuovo a quel che sappiamo già: per esempio il fatto che il fumo faccia male (anche se non viene mai ripetuto mai troppo spesso), o il fatto che la pubblicità, diretta o indiretta, sia uno dei fattori che spinge a cominciare: può essere l’esempio di un personaggio famoso, di un programma tv o degli amici.

L’aspetto interessante – e preoccupante – riguarda il fatto che il 30% delle fumatrici non abbandona la sigaretta nemmeno in gravidanza: semmai riduce la “dose”. Non è questione di ignoranza: come si diceva, ormai lo sanno tutti quanto il fumo faccia male. E non è nemmeno questione di scarsa cultura, cui molti danno tutte le colpe per i mali del mondo: scopriamo che fumano di più le laureate rispetto a coloro che hanno fatto studi elementari.

E allora? Allora il problema sta in un sentimento radicato, e che purtroppo è difficile da eliminare: l’egoismo. Io fumo, io sto bene, io non smetto. Il mio commensale soffre? Peggio per lui. I vicini si lamentano per la puzza in ascensore? Si arrangino. Il mio compagno si lamenta perché ho l’alito di tabacco? Faccia come vuole, io non cambio. Semmai, cambino gli altri intorno a me.
Certo, finché si tratta di adulti, è un conto: l’egoismo sfocia nella maleducazione, ma l’adulto può difendersi: a mali estremi, estremi rimedi, se si ritiene di farlo.

Ma, come sappiamo, quando le questioni riguardano i bambini, ci facciamo tutti più sensibili: per questo scoprire che una mamma su tre in gravidanza non smette, ci turba di più rispetto all’amico (chiamalo amico…) che ci fuma in faccia nonostante la nostra avversione. Non solo manca il rispetto per il nascituro, ma anche un minimo di lungimiranza sui possibili danni che il nostro comportamento gli provocherà. Ovviamente lo stesso discorso vale per i padri, o per le madri che vediamo spingere una carrozzina lasciando una scia di fumo, incuranti della salute del piccolo (e dell’esempio).

Brutta storia, l’egoismo. Questo è un caso eclatante, ma ci cadiamo tutti, in misura maggiore o minore. E, al di là di miti e ideali, è proprio contro l’egoismo la battaglia più difficile che ci troviamo a combattere, ogni giorno. Specie un cristiano, che trova un conflitto di interessi tra egoismo e scelta di seguire Dio. Non si può amare Dio senza amare chi ci sta vicino, e l’egoismo è il primo ostacolo. Facciamo mente locale. Se l’elenco di cosa abbiamo abbandonato per amore (degli altri e di Dio) non è lungo come ci aspetteremmo, forse è il caso di cominciare a pensarci.

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Analisi, commenti e riflessioni sui temi del momento nel programma musica&parole: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 11 sulle frequenze di crc.fm.

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Pubblicato il 20 aprile, 2006 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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